Come Risparmiare Elettricità – Parte 3 – Contratto

Nelle scorse rubriche ci siamo dedicati al risparmio derivante dall’uso intelligente degli elettrodomestici e dell’illuminazione, oggi parleremo forse della parte più difficile: il contratto di fornitura.
Con la scelta del contratto adatto alle proprie esigenze è possibile risparmiare oltre il 50%, quindi è di vitale importanza non affidarsi al caso ma considerare bene le scelte disponibili.
Dopo il salto la guida su come scegliere il contratto giusto.
Contratto attivo
Per prima cosa è necessario capire che contratto si ha già attivo e quali caratteristiche possiede.
I gestori rendono la decifrazione delle bollette estremamente complicata ma non impossibile! Vediamo insieme come fare:
Nella bolletta sono presenti almeno 3 voci: i costi fissi, i costi variabili, le accise.
- I costi fissi sono indipendenti dal consumo e non cambiano se si consuma di più o di meno.
- I costi variabili invece dipendono dall’energia consumata, il costo principale è quello di acquisto dell’energia elettrica
I costi fissi sono regolati dall’autorità dell’energia e del gas, e così come le accise, risultano uguali per tutti i gestori.
Quello che cambia da gestore a gestore è il costo dell’energia elettrica: dall’entrata in vigore della tariffa bioraria i consumi si dividono in fasce: F1, F2 e F3. Le fasce F2 e F3 hanno lo stesso costo (sono le fasce più economiche) e sono valide dalle 19 alle 8 di mattina, tutto il giorno il sabato, la domenica e i festivi nazionali. La fascia F1 è la più cara ed è valida dalle 8 di mattina alle 19 di sera.
Dalla bolletta potete quindi conoscere il costo delle fasce leggendo il relativo valore, ad esempio:

Se avete scelto una tariffa con un costo uguale per tutto il giorno, è ancora più semplice: basterà controllare il relativo costo per poter effettuare paragoni con gli altri operatori.
Alcuni gestori nella tariffa dell’elettricità inseriscono anche i costi di dispacciamento, sarà sufficiente fare la somma dei due valori per ottenere il totale, ad esempio nel nostro esempio in fascia F1 sarà 0,084910 + 0,010710 cioè circa 0,096centesimi.
Scegliere la tariffa giusta
Ora che abbiamo capito quale tariffa abbiamo dobbiamo controllare che sia la più conveniente per i nostri usi.
Innanzitutto: utilizzate l’elettricità soprattutto di giorno o la sera? O indifferentemente durante tutta la giornata?
Scopriamo insieme il perché:
Tariffa Bioraria
Le tariffe biorarie hanno in generale un costo minore la sera e la notte, e più alto (a volte anche più del doppio) la sera:
si ha quindi convenienza ad utilizzare la corrente elettrica la sera e invece a ridurre il più possibile i consumi di giorno.
Per maggiori informazioni sulla tariffa bioraria vi rimandiamo al nostro approfondimento.
Tariffa Fissa
Chi non può utilizzare l’elettricità soprattutto la sera, o chi magari passa molto tempo a casa, non ha convenienza ad utilizzare la tariffa bioraria (avrebbe un costo molto alto) si deve quindi preferire una tariffa che offra un prezzo fisso sia di giorno che di notte.
Solitamente queste tariffe hanno, rispetto alle tariffe biorarie, un costo superiore rispetto all’equivalente di notte ma inferiore di giorno, risultando quindi più convenienti per chi ha queste esigenze.
Tariffa Flat
Ultimamente sono nate diverse tariffe flat: il costo è fisso ogni mese se vengono consumate KWh presenti in determinate fasce, ad esempio: fino a 100KWh 20€, 150KWh 30€ etc.
Queste tariffe vengono solitamente concesse a chi ha la residenza nell’abitazione dove richiede la tariffa e convengono solamente se è possibile livellare i consumi durante tutto l’anno: se infatti in qualche mese si ha un consumo superiore rispetto alla fascia di appartenenza si ha un costo molto elevato per ogni KWh in eccesso; quando invece il consumo è basso si dovrà comunque pagare il costo pieno.
Tariffe Tutto Compreso
In questo genere di tariffe, il costo a KWh è comprensivo di tutti i costi, produzione, distribuzione, perdite, costi fissi di allaccio alla rete elettrica, etc. Ad esempio un KWh può costare 20 centesimi di € , basterà moltiplicare il numero di KWh consumati per il costo e si ottiene il costo della bolletta ad esclusione delle accise.
Queste tariffe convengono soprattutto a chi consuma poco: l’alto costo per KWh risulta conveniente per bassi consumi (in cui i costi fissi vengono assorbiti) ma per alti consumi (su cui i costi fissi hanno sempre meno impatto sul totale della bolletta) risultano più cari, ad esempio:
Confrontiamo una tariffa tutto compreso ad un costo di 20centesimi/KWh e una con costi fissi di 10€ + 10centisimi/KWh:
| Consumo in KWh | 50 | 100 | 150 | 200 |
| Costo Tariffa tutto compreso 20cent/KWh | 10€ | 20€ | 30€ | 40€ |
| Costo Tariffa 10€+10cent/KWh | 15€ | 20€ | 25€ | 30€ |
Come è facile notare, la tariffa tutto compreso risulta conveniente per bassi consumi, ma già a 100KWh il prezzo delle 2 tariffe si equivale, per consumi superiori invece risulta più cara.
Il nostro è solamente un esempio con valori inventati, ma le stesse considerazioni è possibile farle per le tariffe in commercio: basterà creare una tabella simile per vedere fino a che valori di consumo risultano convenienti queste tariffe. Conoscendo il consumo mensile medio è possibile scegliere se attivarle o meno.
Come Risparmiare nei consumi
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