Le Foto Digitali Durano per Sempre?

L’idea di questo articolo mi è venuta controllando le parole chiave con cui gli internauti visitano Fribby.net: una di queste era “Le foto digitali durano per sempre”? La risposta a questa domanda è sia sì che no.

Con l’avvento delle fotocamere digitali non c’è più la necessità di stampare le foto, è sufficiente mantenerne una copia su un supporto digitale, come un cd, un dvd, un hard disk o una memory card.

Ma questi dati digitali quanto tempo durano? Scopriamolo insieme.

La durata dei supporti digitali

Come abbiamo visto nell’introduzione esistono innumerevoli supporti digitali su cui salvare i proprio dati, in questo caso ci stiamo occupando di foto, ma lo stesso discorso può essere riferito a qualsiasi altro dato da noi ritenuto importante.

I cd ed i dvd vengono garantiti per alcune decine di anni, anche se quelli riscrivibili tendono a diventare illeggibili più rapidamente.

I vetusti floppy disk hanno anch’essi una durata di parecchi anni, ma temono fortemente il calore e i campi elettromagnetici, era sovente che anche nel giro di pochi mesi vi potessero essere perdite di dati se no conservati con cura.

Per gli hard disk (e le ultime generazioni di memory card o dischi solidi) si ritiene possano conservare correttamente le informazioni anche per piàù di un secolo.

Affidandosi quindi al giusto supporto si potrebbe pensare che le informazioni a noi più care possano durare anche più della nostra stessa vita, potendo quindi giungere alle generazioni successive, questo è vero ma anche intrinsecamente sbagliato.

La durata della tecnologia

Quello a cui non pensiamo solitamente è quanto in fretta la tecnologia evolva: solamente 6-7 anni fa i floppy disk erano ancora massicciamente utilizzati, ma con l’avvento delle “chiavette” usb sono diventati molto rapidamente obsoleti.

Anche se l’esempio non è molto calzante per la bassissima capacità di un floppy, pensiamo ad esempio di aver salvato alcune foto da noi ritenute importanti in un floppy (il supporto più diffuso 10 anni fa) ora vorremmo aprirle per guardarle.

Scommetto che moltissimi di voi, come il sottoscritto, non hanno più alcun lettore di floppy Disk a disposizione, non sarebbe quindi immediato riuscire a reperire quelle foto.

Quello che è successo ai floppy sta succedendo anche ad i cd e dvd: risultano sempre meno utilizzati, in questo caso però, grazie alla retro-compatibilità con i dischi bluray, è ancora oggi possibile leggerli con prodotti tecnologicamente più avanzati; pensiamo però ai netbook e alla mancanza del lettore ottico, anche in questo caso diventa complicato poter rientrare in possesso di dati salvati in questi supporti.

Anche se gli hard disk non potranno essere sostituiti nel breve termine, sicuramente cambierà l’interfaccia di collegamento (pensiamo ad esempio all’interfaccia EIDE sostituita dal più prestazionale SATA).

Dall’USB 1 siamo arrivati alla versione 3, retro-compatibile con le precedenti, ma si stanno già affacciando all’orizzonte nuove interfacce più veloci e completamente differenti: è lecito aspettarsi in 10-15 anni un completo ricambio generazionale della tecnologia, quindi anche gli hard disk usb che oggi ci sembrano il supporto più diffuso e sicuro per conservare le nostre informazioni potrebbero essere in futuro “abbandonati”.

Cloud Computing

Una possibile soluzione a questo problema sembrerebbe il Cloud Computing, cioè affidarsi a servizi esterni per il mantenimento dei nostri dati ed all’aggiornamento dei supporti utilizzati, a noi resta così la sola fruizione degli stessi, rendendoli quasi immortali.

Purtroppo non sono né un veggente né un mago, ma è indubbio che nei prossimi anni Internet diventerà sempre più presente e forse perfino necessario alla nostra vita, i servizi Cloud saranno praticamente obbligatori per aver accesso alle stesse applicazioni e dati da qualsiasi PC o smartphone.

Non credo però che un Cloud mondiale sarà la strada che risolverà tutti i problemi, ma ne creerà di nuovi: pensiamo soprattutto alla privacy nel caso di un attacco a questi sistemi, individui senza scrupoli potrebbero entrare in possesso di tutto ciò che ci riguarda, per non parlare delle possibili implicazioni da “grande fratello” dove i governi potrebbero controllare cosa pensiamo e cosa facciamo in ogni singolo istante della nostra vita.

Per non addentrarci nella fantascienza  basta che pensiamo ad un guasto (possibile anche oggi) o ad un incidente come un incendio o un alluvione che potrebbe distruggere per sempre le informazioni di milioni di persone.

Per risolvere questo si potrebbe pensare ad un Cloud Computing “casalingo” dove ogni famiglia salva le proprie informazioni ed esegue i propri programmi su di un server appunto casalingo, affidandosi a società esterne solamente per l’aggiornamento o il ricambio tecnologico: con l’evolversi delle connessioni potremo presto guardare un film contenuto in un server della nostra casa stando in vacanza dall’altra parte del modo, esattamente come se fossimo nel nostro salotto.

La stampa

Le foto digitali durano per sempre quindi? Sì, ma non i supporti che le contengono. Se volete conservare per sempre le vostre immagini, magari per tramandarle alle generazioni future non resta che stamparle: capita di trovare foto anche dell’inizio del secolo scorso in cantine o soffitte e considerato tutto in buono stato, si potrà dire lo stesso degli hard disk o computer utilizzati oggi?

Se consideriamo il “per sempre” almeno la durata di vita di un essere umano, grazie alla stampa saremo sicuri di garantire la conservazione di questi ricordi.

Non è ovviamente possibile stampare tutte le foto che facciamo, ma consiglio di stamparne almeno alcune dei momenti più significativi, per avere la certezza di poterle guardare anche dopo 60 anni e provare ancora quelle stesse emozioni.

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